06 maggio, 2011

Inverno: spinning alla spigola prima parte

 1 parte
Caro Giovanni,
ti rispondo in vergognoso ritardo...spero mi perdonerai purtroppo sono stato iper-impegnato! 
Allora...premesso che sono già state scritte pagine e pagine dedicate alla pesca di questo stupendo pesce che è la spigola (Dicentrarchus Labrax) in quasi tutte le tecniche....come promesso ti scrivo la mia tipica giornata invernale di pesca a spinning interamente dedicata alla spigola.
Una giornata di pesca, specie di successo, non è mai un evento isolato ma un evento di coda, che puo' durare diversi giorni, durante il quale vengono monitorati determinati elementi di alcune zone o punti caldi che vengono chiamati "hotspot". Gli elementi che devi conoscere prima di programmare la tua uscita di pesca sono:
- lo stato del mare
- la marea
- la direzione e l'intensità del vento che determinato la monta e la scaduta del moto ondoso
- la situazione lunare
- la presenza di acque molto torbide e di alga
- la presenza di elevata corrente laterale
- la piena di fiumi e la presenza detriti causati dalle forti piogge
- l'orario di inizio e fine pescata
- la presenza di reti o di altri pescasportivi
Analizzate queste variabili ed altre strettamente personali come impegni di famiglia, di lavoro ecc..ecc,  che potrebbero compromettere la riuscita o addirittura l'andare a pesca, scelgo un orario piu' propizio meglio se in prossimità del cambio luce e del culmine di marea.
Se non conosci nessun posto dove andare a pesca non avrai problemi...uno varrà l'altro, ma quando ne conoscerai diversi, lì sarà opportuno usare la testa e le esperienze pregresse. Ecco che la parte più importante di una battuta di pesca diventa la scelta del luogo di pesca...ma non perchè un posto è piu' pescoso di un altro...ma perchè le condizioni e i fattori elencati sopra determinano la presenza nel sottocosta del pesce foraggio e dei loro predatori al seguito.
Usare la testa quindi significa analizzare gli elementi sopracitati, rielaborarli secondo le personali esperienze e decidere anche con un po di istinto l'hotspot da sondare.
Personalmente scelgo il posto in base ad alcuni fattori legati alla morfologia della costa e alla  relativa esposizione ai venti. Le zone ridossate in prossimità dei rilievi, golfi, zone portuali saranno quelle da preferire. Zone dove l'intensità del vento invernale e quindi della relativa mareggiata viene smorzata dalla presenza di ostacoli naturali o artificiali.
ALBA GELIDA INVERNALE
Al buio e con aria gelida arrivo sul posto e so che, se non ci sono stati elementi di disturbo ,"l'Armonia" del luogo regnerà sovrana e se nessun campanello di allarme si sarà azionato il predatore/preda sarà in caccia tra la schiuma in agguato. La temperatura esterna nel periodo di pieno inverno potrà variare dai 0° ai 10°C e ,toccando l'acqua del mare che oscillerà tra i 12°-14° in questo periodo, si avverte in maniera evidente che è piu' calda rispetto l'aria esterna elemento da non sottovalutare e necessario alla riproduzione dei grossi esemplari adulti. Facilitato da un po di vento di terra che si attiva nelle primissime ore del mattino effettuo i primi 5 lanci corti utilizzando le mie anguillette lanciante ad una distanza di 15-20 mt., successivamente distendo sempre piu' il lancio raggiungendo 30 e piu' metri . Se si ha la prensenza di grosse spigole i primi lanci saranno per loro fatali. Le vibrazioni emesse dall'esca stimolano  la linea laterale del predatore (organo percettivo) scatenando veloci inseguimenti fin sotto i nostri piedi.  L'esca da prima sarà accostata e subito dopo cercata di ingoiare bruscamente per  la testa...il tutto sarà seguito da una propulsiva fuga...ma l'epilogo lo racconterai tu...

Se invece ancora non ho avuto il coraggio di affrontare il gelo, appena sta per spuntare il sole, esco anche io allo scoperto ed inizio a sondare con lanci a ventaglio alternando le mie esche e diversi tipi di recupero.
Di fondamentale importanza sarà la dinamicità della pescata, sarà piu' fruttuoso ad ogni intervallo di 10 min. cambiare zona di lancio controllando altri punti favorevoli quali buche, canaloni, punte, secche, fondali alti e bassi adeguando l'esca alla relativa profondità del fondale. 
 fine 1 parte

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